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L’eugenetica (dal greco 'buona nascita') è stata, cronologicamente, innanzitutto una disciplina scientifica volta al perfezionamento della specie umana attraverso lo studio e la selezione dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi e la rimozione di quelli negativi. Ma l’eugenetica è stata anche, e soprattutto, un meccanismo biopolitico di persecuzione e di discriminazione finalizzato alla normalizzazione della nazione, alla epurazione del corpo sociale. Leggi sull’immigrazione e sul matrimonio, e soprattutto politiche di sterilizzazione forzata, sono state applicate nel XX secolo, per colpire una vasta gamma di categorie di soggetti 'degenerati', 'improduttivi', 'anormali'. Questo non è successo solo in Germania in epoca nazista, dove il delirio dell’eugenetica culminò con lo sterminio dei disabili: ma anche e soprattutto, e fino a tre decenni fa, in alcune insospettabili 'democrazie' occidentali.
Questa ricerca è stata curata da Alessandro Berlini.
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