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Si parla comunemente della persecuzione degli omosessuali sotto il nazismo come di sterminio ‘dimenticato’, a causa del lungo silenzio dei sopravvissuti e della mancanza di studi storici sul tema. Solo negli ultimi dieci anni circa, infatti, sono state pubblicate testimonianze di persone perseguitate dal nazismo con l’accusa di omosessualità; costoro hanno inoltre iniziato a rilasciare interviste e a rendere così nota l’entità dell’omofobia del regime hitleriano. Alcuni storici hanno poi condotto le prime, pionieristiche e tuttora parziali indagini archivistiche, allo scopo di ricostruire le tappe che, dalle dichiarazioni antiomosessuali dei nazisti già negli anni Venti del Novecento, con l’avvento di Hitler al potere (nel 1933) hanno condotto all’emanazione di leggi sempre più restrittive nei confronti degli omosessuali, sino all’esclusione sociale e alla persecuzione fisica. La presente indagine mira a delineare come il razzismo nazista abbia usufruito del popolare pregiudizio verso l’omosessualità per teorizzarne la diversità, l’inferiorità, la persecuzione.
Questa ricerca è stata curata da Sara Di Palma.
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