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L’olocausto è generalmente considerato un’esperienza esclusiva della comunità ebraica. Una convinzione rimasta per lungo tempo ben radicata nella memoria di molti a causa delle scarse informazioni legate all'analogo destino dei rom. Accusati, come gli ebrei, di invadere lo spazio vitale tedesco, i rom furono etichettati come il non plus ultra della regressione umana. Una credenza rafforzata da stereotipi centenari e da distorte considerazioni legate alle loro origini geografiche. La matrice indo-europea degli zingari si rivelò inaccettabile per i teorici dell’arianesimo che individuarono, proprio nella stessa area geografica, la culla della mitica stirpe di Ario. I rom, quindi, avevano la stessa origine geografica degli ariani. Per cancellare questo irriverente controsenso, il nazismo bollò i rom come "ariani decaduti" meritevoli di uno sterminio totale. In questo scenario venne perpetrato il Porajmos: l’olocausto dei rom che costò la vita a circa cinquecentomila zingari sterminati dal fanatismo e dalla folle sete di conoscenza di numerosi pseudo-scienziati del terzo reich.
Questa ricerca è stata curata da Marco Tomasone.
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