Percorsi storici > Omosessuali sotto il nazismo
Lo sterminio degli omosessuali



Speciale decreto di Heinrich Himmler

Discorso di Heinrich Himmler sull’omosessualità

Testimonianza di Herr Wolf

Testimonianza di Frederick von Grossheim

Rapporto di punizione, Buchenwald, 10 aprile 1942


Premessa

Trattando dello sterminio fisico degli omosessuali, si impone una premessa: se innegabile è il fatto che i nazisti hanno teorizzato la diversità degli omosessuali, i pericoli di cui sarebbero portatori e la conseguente necessità di perseguirli penalmente, e se essi sono giunti all'uccisione di molti omosessuali, tuttavia lo sterminio è una conseguenza aberrante dell'odio razziale verso una forma di alterità che però, diversamente da quella ebraica, nell'ottica hitleriana non deve scomparire completamente e a qualsiasi costo. Anzi, essendo gli omosessuali tedeschi comunque degli ariani, i nazisti auspicano la loro 'rieducazione' alla eterosessualità, in modo da tornare a procreare per la nazione. Per questo motivo, lo sterminio dipende dalla brutalità e dall'erroneità (come nel caso degli esperimenti medici) dei metodi correttivi, ma non da un progetto intenzionale di eliminazione fisica - e difatti sono pochi gli omosessuali inviati nei campi di sterminio polacchi. E’ vero che la propaganda e la pubblicistica nazista hanno toni omofobici assai violenti e incitano all'eliminazione fisica degli omosessuali, ma nei fatti ogni sospettato che riesca a dimostrare la propria innocenza è rilasciato, e anche nei confronti degli omosessuali che hanno indubbiamente commesso il fatto per cui sono incriminati, o che offendendo la morale pubblica auspicata dal nazionalsocialismo non nascondono le proprie inclinazioni, le misure attuate sono punitive e correttive. Di fatto, comunque, l'eliminazione fisica si è verificata.

Le prime tappe dello sterminio

A voler individuare una data importante nel percorso che dalla persecuzione penale dell’omosessualità conduce allo sterminio, si potrebbe fare riferimento al 1936. E’ infatti in questo anno che Heinrich Himmler crea il "Reichszentrale zur Bekämpfung der Homosexualität und Abtreibung" ("Dipartimento della Sicurezza Federale per Combattere l’Aborto e l’Omosessualità") all’interno del Dipartimento di Polizia Criminale: Ufficio Speciale Sezione SD II-S. Nel decreto atto all’istituzione dell’Ufficio, si afferma la pericolosità dell'aborto e dell'omosessualità sia per la procreazione delle future generazioni tedesche, sia per la moralità della gioventù. Joseph Meisinger, che già dal 1934 si occupa di omosessuali presso l'ufficio speciale della Gestapo, dirige ora anche il nuovo ufficio; i suoi metodi brutali, contro omosessuali ma anche ebrei e oppositori politici, saranno tali da indurre le alte sfere naziste a farlo trasferire all'estero. L'istituzione di un organo centrale permette da questo momento il coordinamento dei singoli dipartimenti di indagine e di incriminazione sparsi in tutto il territorio del Terzo Reich, in modo da condurre una politica concertata, uniforme e soprattutto diretta, priva di corpi intermedi che rallenterebbero e appesantirebbero la macchina burocratica. Compito del nuovo ufficio creato da Himmler è infatti registrare schede di criminali o di antisociali da inviare alla Polizia Criminale e alla Gestapo, che procedono poi più rapidamente possibile contro gli indagati, omosessuali compresi. L'Ufficio deve dunque registrare manifestazioni di omosessualità, travestiti, abortisti, produzione e commercializzazione di medicinali abortivi e di contraccettivi, schedare omosessuali o sospetti tali, comparare dati e cercare i nessi tra gli individui registrati. La sua banca dati, che conta solo nel 1940 ben 41.000 nomi, permette non solo di coordinare indagini, arresti e procedimenti penali, ma anche di fornire materiale umano richiesto da istituti di ricerca volti a curare l'omosessualità, quali l' "Istituto di Psichiatria Generale e di Psicologia Militare" all’Accademia di Medicina Militare di Berlino, l' "Istituto di Ricerca Psicologica e di Psicoterapia" a Berlino e la "Scuola di Insegnamento e di Ricerca per l’Ereditarietà Umana e la Politica Razziale" all’Università di Jena.

L’inasprimento delle pene

Nel 1937 le SS stimano nuovamente l'ammontare degli omosessuali tedeschi a quasi due milioni. In un famoso discorso indirizzato alle SS, tenutosi a Bad Tölz il 18 febbraio 1937, Heinrich Himmler spiega le ragioni della lotta nazista all'omosessualità e prevede lo sterminio per gli 'incurabili'. Dopo l'enciclica "Mit Brennender Sorge" (1937) di Pio XI (al secolo Achille Ratti, 1857-1939) contro le violazioni naziste del Concordato con la Chiesa cattolica, i nazisti si scagliano contro la Chiesa dando via all'arresto di preti gay. In un discorso dell'agosto 1941, Adolf Hitler dichiara che gli omosessuali sono criminali nemici della nazione, e che l'omosessualità è punibile con la morte; egli esprime poi particolare disappunto per l’estensione del fenomeno nella Gioventù Hitleriana e nelle forze di polizia. Tre mesi dopo, un nuovo decreto stabilisce che i membri delle SS o della "Wehrmacht" (esercito) scoperti in atteggiamenti omosessuali devono essere espulsi e processati. All'inizio del 1942 un ulteriore provvedimento definisce la procedura in caso di incriminazione per omosessualità: particolarmente dure le sanzioni per le SS, che incorrono nella pena capitale, dal momento che invece di macchiarsi di un crimine tale dovrebbero essere esempio per la nazione e vegliare sulla sua moralità. Dal 1941-42 le condanne legali e il carcere comminato in base al paragrafo 175 diminuiscono sensibilmente, perché la persecuzione diviene più diretta e invasiva: gli omosessuali o i sospetti tali sono inviati nei campi di concentramento. Va però ricordato che la detenzione nei lager inizia per gli omosessuali già nel 1934, a Dachau e a Oranienburg; a centinaia sono poi internati soprattutto a Sachsenhausen e a Buchenwald in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936: la Germania deve apparire un Paese pulito e sano. Nel 1939 molti omosessuali sono deportati nel campo di concentramento di Mauthausen, in Austria. Negli anni successivi, gli omosessuali sono deportati anche a Auschwitz, Bergen-Belsen, Demblin, Dora, Emsland, Flossenbürg, Gross Rosen, Natzweiler, Nieborowitz, Neuengamme, Ravensbrück, Stuhm, Schirmeck e in molti altri campi e sottocampi.

 



 
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